Talebanistan, cronaca di una strage annunciata

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In collaborazione con la dott.ssa Somogyi Nikolett Andrea, studentessa di Studi Internazionali presso l’Università di Pisa


L’Afghanistan è stato sin dall’Ottocento al centro degli interessi geostrategici delle grandi potenze, difatti ci sono sempre state pesanti influenze esterne, che in più occasioni hanno preso la forma dell’ingerenza e dell’occupazione militare. A tale ostacolo, si aggiunge l’estrema frammentazione etnica del paese. Tale problematica interna ha compromesso le capacità di un qualsiasi governo centrale di controllare il territorio nazionale e ha ostacolato il processo di formazione di un apparato amministrativo omogeneo ed efficiente.[1] Negli ultimi giorni, però, abbiamo potuto osservare come dopo vent’anni di match-points, il colpo definitivo venne segnato dal movimento politico religioso fondamentalista islamico. Inoltre, l’Afghanistan ha avuto sì dei governi eletti, ma sotto l’influenza del terrorismo dei Talebani (da 4 milioni di votanti su 8 milioni, scesi poi a 2 milioni di votanti su 10 milioni con il diritto di voto; nelle ultime elezioni vi furono 30 morti e 200 feriti)[2].

A partire dal mese di maggio, scoppiarono delle serie offensive da parte delle milizie talebane nei confronti di Kabul che in poche settimane portarono alla sua caduta definitiva. L’ondata talebana su Kabul riuscì scontrando pochi ostacoli, a causa del disgregato esercito regolare, del ritiro (in gran parte avvenuto nei mesi precedenti) della quasi totalità delle forze della NATO e del mancato intervento da parte di quest’ultime o da parte di qualsiasi altra forza straniere. Fu così che il 15 agosto 2021 i talebani entrarono indisturbati a Kabul, il presidente Ashraf Ghani lasciò il Paese e venne instaurato un rinato Emirato islamico dell’Afghanistan con a capo Abdul Ghani Baradar.[3]

In base alle questioni sorte attualmente, sono due i ragionamenti da compiere:

In primis, l’Afghanistan potrebbe diventare un secondo Iran (a stampo sunnita, però), ovvero un’altra Repubblica Islamica fondata esclusivamente sul Corano.
Altri paesi del Maghreb sono riusciti a far convivere progresso e leggi coraniche, poiché alcuni movimenti all’interno dell’Islam affermano che esso possa essere interpretato in chiave più moderna, escludendo i diritti soltanto esplicitamente vietati da questi.

Per quanto riguarda un’analisi a livello continentale, si potrebbe pensare ad un via libera concessa ai talebani da parte degli americani, secondo l’accordo firmato dall’ex presidente Donald Trump, per “creare” un nemico di estrema pericolosità alla Cina. Data la loro posizione fondamentalista nei confronti del Corano e data la vicinanza diretta con la regione cinese dello Xinjiang, i motivi di contrasto potrebbero definirsi concreti. In questa regione sussistono centinaia di campi di rieducazione per gli uiguri, una minoranza etnica musulmana. La possibilità di creare un nuovo nemico era spinta dalla voglia dei talebani di unire e proteggere altri musulmani.

Se prendiamo la prima analisi e la applichiamo alla mappa soprastante, se la Cina potesse applicare un’influenza ancora più forte sull’Afghanistan, avrebbe ottenuto l’ultimo tassello del puzzle per crea un corridoio fino all’Europa, quasi una scorciatoia rispetto ai piani precedenti della Cina per la costruzione della Belt and Road Initiative.

Gli altri stati confinanti, Iran e Turchia, hanno già dei forti interessi nel mantenere vive le mire espansionistiche dei due stati e, viceversa, la Cina avrebbe interessi a render stabile una parte di Medio Oriente importante per i propri piani.
Questa teoria viene avallata dall’ultima dichiarazione del rappresentate cinese, dove essa esprime la soddisfazione della Repubblica Popolare nel trovare “I talebani più sobri e razionali rispetto all’ultima volta in cui sono saliti al potere in Afghanistan e la Cina spera che questi diano seguito al loro atteggiamento positivo”.[4] Questa frase non distoglie i dubbi di una forte influenza cinese in questo cambio di regime, soprattutto per la rapidità con cui il governo ha voluto sottolineare la vicinanza al nuovo governo. Appena un paio d’ore dopo, la Repubblica Popolare ha riconosciuto uno stato che, ancora oggi, non ha un vero e proprio governo costituzionalmente efficace. Pare che Xi Jinping abbia firmato un accordo con i talebani per assicurarsi una buona fetta delle opportunità che l’Emirato Islamico offre. L’Afghanistan, inoltre, abbonda di rame, ferro, cobalto, oro, pietre preziose e delle cosiddette “terre rare”. Il valore di questo “forziere” viene stimato per tre trilioni di dollari.[5]

Purtroppo, la situazione è da 40 anni instabile e senza alcun progresso concreto, nonostante la presenza di popolazioni estere all’interno dello stato afghano. Quello del 15 agosto era un evento inevitabile, ma quello che ci deve far riflettere è conoscere affondo i loro obiettivi e la loro strategia di governo: sono loro “i veri afghani, purtroppo radicalizzati a causa della loro difficilissima situazione a livello internazionale” o sono dei “semplici” rivoltosi in cerca di potere che cercano di sfruttare le instabilità di uno Stato strategico? Però, non si può negare che ci possa essere il rischio della creazione d stato vero e proprio, stabile, indipendente, seppure radicalizzato, su “aiuto” della Cina.

È incredibile come, anche questa volta, un movimento islamico metta da parte i propri fratelli musulmani, in cambio del potere statale e investimenti interni, ignorando che ad un paio di chilometri dal confine afghano vengono uccisi musulmani proprio dai loro supporter.


[1] Afghanistan, Atlante Geopolitico 2012, Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/afghanistan_res-d4f12325-fe7f-11e1-b986-d5ce3506d72e_%28Atlante-Geopolitico%29/

[2] Atlante Geopolitico 2019, Treccani, pag. 59

[3] Afghanistan, Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Afghanistan#Il_ritorno_dei_Talebani_ed_il_2%C2%BA_Governo_(dal_2021)

[4] Ansa, Afghanistan: Cina, talebani più sobri e razionali https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/08/19/afghanistan-cina-talebani-piu-sobri-e-razionali_66ba5575-06ea-4213-91dc-4322ce7e3e9b.html

[5] https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/28374465/afghanistan-perche-cina-vuole-prendere-controllo-tre-trilioni-dollari-ballo.html