“Così muore la democrazia, sotto scroscianti applausi”

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Qualche giorno fa al Senato si è tenuta la discussione riguardo le Comunicazioni del Presidente del Consiglio, successivamente viene votata la questione di fiducia (dimenticata e presentata in tempo, ndr).
La maggioranza “non ha perso” citando un dirigente PD, ovvero ha raggiunta la maggioranza dei 156 voti, rispetto ai 140 voti contrari e i 16 astenuti.
PERCHE’ CONTE NON HA VINTO?
Il Governo, durante le scorse giornate, è riuscito a strappare una “vittoria mutilata” al Senato e una maggioranza sicura alla Camera. I voti raccolti al Senato hanno effettivamente un peso? Dipende. Secondo i precedenti creati dalla presidenza Mattarella, il PdR dovrebbe non sostenere questa maggioranza, chiedendo di trovare una maggioranza più stabile altrimenti dovrà sciogliere le camere. Ciò, era stato già fatto dallo stesso presidente quando il centro-destra voleva cercare una maggioranza per governare.
Quindi, escludendo un governo di minoranza, il PdR deve proporre a Conte di creare un nuovo governo oppure sceglierà una persona fedele per creare un governo del Presidente.
 
E’ POSSIBILE CHE AL PRESIDENTE MATTARELLA VADA BENE QUESTA SITUAZIONE?
Il presidente Mattarella ha marcato la sua presidenza per l’inermità, ovvero l’incapacità di prendere una decisione. Nella storia, abbiamo visto come i PdR abbiano svolto il ruolo “notarile” oppure siano stati protagonisti della politica. Ebbene, dopo un forte protagonista come Napolitano, il parlamento ha eletto il presidente Mattarella. La sua figura, notarile e mai scomposta, ha permesso che tutto avvenga nel rispetto della costituzione. O almeno, fin quando le cose andassero di suo gradimento. Solitamente, la votazione dei senatori a vita è condizionata dalla volontà del PdR. Difatti, questo governo ha avuto la “benedizione” da Mattarella attraverso il parere favorevole di Monti e Segre. Nessuna comunicazione ad oggi, visti i risultati dei due emicicli, da parte del Quirinale sulla situazione di un’inesistente minoranza su cui un governo dovrà trovare degli equilibri.
potranno governare bene?
Il Governo, attualmente, ha acquisito una “parziale” fiducia. Ebbene, è necessario ricordare che non si vota soltanto nelle camere. I lavori maggiori, a causa delle numerosi leggi presentate, vengono svolte dalle Commissioni, ovvero delle piccole assemblee dove vengono approvate o meno le leggi. Difatti, in queste commissioni il Governo è in minoranza su quasi tutte le assemblee. Ciò vuol dire che per qualsiasi norma che vorrà far approvare, dovrà trovare degli accordi tali da permettere l’approvazione di una norma. Quo usque tandem abutere?
COSA SAREBBE DOVUTO ACCADERE?
La storia solitamente crea dei precedenti. Anche in questo caso, abbiamo un recente episodio che dovrebbe far tornare sulla retta via i rappresentanti del governo. Durante l’ultimo governo Berlusconi, ci fu una storica votazione nel novembre del 2011 dove alla camera per un paio di voti Berlusconi perse la maggioranza. Non appena terminate le votazioni, salì al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Le stesse condizioni di base ci sarebbero oggi. Conte ha riscontrato persino di aver perso, perchè la somma fra astenuti e contrari è pari alla sua maggioranza. Quindi non ha i voti per governare. Dovrebbe essere innanzitutto richiamato dal PdR, per rassegnare le dimissioni e cercare una nuova maggioranza o dare spazio per un governo tecnico. E a chi dice che “non si è mai visto cambiare un governo durante una guerra”, purtroppo si trovano in una condizione di cecità critica se non addirittura in malafede. Innanzitutto, questo governo si è dimostrato non adatto per sostenere una crisi economica senza precedenti. Ancora, sarebbe necessario, se non addirittura di vitale importanza, cambiare quando le cose vanno male.
Quale consiglio di amministrazione terrebbe un amministratore delegato che fa fallire un’azienda?